Dal muro dietro il posto auto, i cavi passavano sul soffitto fino a un quadro elettrico comune, per collegarsi al contatore del residente. Il percorso dell’impianto andava oltre il rettangolo riservato al parcheggio. È su quei luoghi che si è concentrata una sentenza della sezione di Kaohsiung dell’Alta Corte di Taiwan.
Il 22 giugno 2022, nella causa 111年度上字第132號, la corte ha respinto l’appello del residente, lasciando fermo l’obbligo di rimuovere l’impianto e ripristinare lo stato dei luoghi. Muro, soffitto e quadro utilizzati erano parti e attrezzature comuni. Prima dei lavori non erano stati ottenuti i consensi richiesti.
Il contatore privato e il percorso sulle parti comuni
Fra i fatti non contestati figuravano il contenitore di ricarica sul muro posteriore, le condutture fissate ai supporti del soffitto e un interruttore aggiunto nel quadro elettrico comune, da cui il collegamento raggiungeva il contatore del residente. Erano spazi condivisi. La titolarità del contatore non ne modificava la natura.
Due fonti regolavano il consenso. L’articolo 11 della legge taiwanese sulla gestione degli edifici condominiali richiede una deliberazione dell’assemblea dei proprietari delle unità per demolizioni, riparazioni rilevanti o miglioramenti delle parti e attrezzature comuni. La corte ha applicato questa disposizione ai lavori esaminati. Il regolamento di quel complesso, al proprio articolo 15, richiedeva inoltre il permesso del comitato di gestione e il controllo di sicurezza della compagnia elettrica per aggiungere cavi e condutture.
Quel regolamento aveva quindi un ruolo autonomo. Il tribunale ha ricondotto la violazione all’obbligo di rispettare le altre norme e le regole del complesso, previsto dall’articolo 6, primo comma, numero 5. Il comitato aveva cercato di risolvere la questione con una comunicazione formale, ma l’impianto non era stato rimosso. In presenza della violazione e dell’inadempimento persistente dopo quel tentativo, il terzo comma consentiva di rivolgersi al giudice per il provvedimento necessario.
L’argomento basato sull’articolo 6, primo comma, numero 4, non è stato accolto. Quella disposizione riguarda anche condutture per le parti esclusive e l’eventuale uso necessario di parti comuni; la corte ha però escluso che l’installazione concreta rientrasse in quella previsione. Le motivazioni ai punti quinto e sesto dipendono dai luoghi e dal regolamento del caso. Non stabiliscono un’identica procedura di voto per ogni caricatore in qualsiasi edificio.
La disattivazione non risolveva il problema del consenso
Secondo il residente, un nuovo interruttore, la cessazione dell’uso e la chiusura a chiave avevano reso sicuro l’impianto; aveva anche offerto di consegnare la chiave al comitato. Erano le sue affermazioni. La corte ha ritenuto che, anche supponendole vere, restasse l’obbligo di rimozione e ripristino derivante dai lavori eseguiti senza il consenso necessario.
Il problema non era soltanto l’alimentazione elettrica. Occorreva stabilire quale diritto consentisse di intervenire su quel muro, sul soffitto e sul quadro comune. Una misura di sicurezza successiva non forniva il consenso mancante prima dell’installazione.
Una planimetria che comprenda tutto l’impianto
Un numero di posto auto non descrive l’impianto. Prima dell’installazione, si può chiedere al fornitore una pianta con posizione del caricatore, passaggio dei cavi, muri o pilastri utilizzati e quadro di allacciamento. Il confronto con titoli, regolamento e delibere permette di individuare il regime di ciascun tratto.
Per la richiesta al comitato, una risposta generica può essere insufficiente. È utile descrivere i lavori e chiedere quale disposizione si applichi, chi debba deliberare e quali documenti manchino. Un consenso già ottenuto va poi confrontato con la versione del progetto che l’installatore intende realizzare: percorso, attrezzature e condizioni possono differire.
Nel maggio 2026, Kaohsiung ha pubblicato un programma che comprendeva contributi per le canaline portacavi destinate alla ricarica dei veicoli elettrici nelle aree comuni dei condomìni. Il termine indicato era il 30 settembre, con possibile chiusura anticipata per esaurimento dei fondi; al 26 ottobre quel termine è trascorso. Il bando comunale non sostituisce il consenso relativo al singolo edificio e non autorizza il residente a iniziare i lavori.
Una richiesta di sospensione o rimozione può essere riassunta a wei@hoveringlaw.com.tw, indicando la clausola contestata, la posizione dell’impianto e il termine per rispondere. Nel contratto con l’installatore possono essere chiariti anche l’avvio dei lavori prima del consenso e la ripartizione dei costi se questo viene negato. Progetto approvato e preventivo vanno letti insieme.
Norme e bando riesaminati il 26 ottobre 2026. Il resoconto della decisione utilizza il testo ufficiale conservato il 25 ottobre; non è stato verificato se siano intervenute ulteriori decisioni o il passaggio in giudicato. Posizioni degli impianti, diritti e regolamenti di altri edifici richiedono un confronto specifico.
Fonti ufficiali
- Alta Corte di Taiwan, sezione di Kaohsiung, sentenza civile 111年度上字第132號, 22 giugno 2022.
- Legge sulla gestione degli edifici condominiali: articolo 6 e articolo 11.
- Comune di Kaohsiung: bando 2026 comprendente le canaline portacavi per la ricarica nelle aree comuni, 29 maggio 2026; termine pubblicato già trascorso.
Domande
- Posso installare autonomamente un caricatore nel posto auto che uso?
- Occorre individuare tutte le parti interessate dall’impianto. Nel caso esaminato, i lavori utilizzavano un muro, il soffitto e un quadro elettrico comuni. Il tribunale ha valutato quei luoghi, la legge e il regolamento del complesso, respingendo l’argomento relativo alla sola aggiunta di cavi nella parte a uso esclusivo. Altri edifici richiedono la verifica della propria configurazione e delle proprie regole.
- Disattivare e chiudere a chiave il caricatore evita la rimozione?
- Il residente aveva sostenuto di aver disattivato e chiuso l’impianto e si era offerto di consegnare la chiave. Il tribunale ha ritenuto che, anche se tali affermazioni fossero vere, non eliminassero l’obbligo di rimozione derivante dai lavori non autorizzati sulle parti comuni. La conclusione riguarda quel caso.
- Un contributo pubblico può sostituire il consenso condominiale?
- Il finanziamento pubblico e l’autorizzazione a utilizzare parti comuni restano questioni distinte. Il programma di Kaohsiung del 2026 comprendeva canaline portacavi per la ricarica nelle aree comuni; il termine indicato nel bando, 30 settembre, è già trascorso. Il programma non attribuiva al singolo residente un autonomo diritto a eseguire quei lavori.
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